Periostite Tibiale Anteriore: Come Si Cura, Antinfiammatorio e Rimedi

Periostite Tibiale Anteriore: Come Si Cura, Antinfiammatorio e Rimedi

La periostite tibiale è più comunemente conosciuta come l’infiammazione del periostio, ovvero la membrana che avvolge esternamente la tibia. Questo tipo di patologia può riguardare un solo osso oppure più parti dello scheletro. Precisamente si tratta di una sopraelevazione della superficie delle ossa oppure anche di una formazione di una placca ossea.

Nel caso della periostite tibiale, la patologia colpisce appunto la tibia nelle aree in cui si trovano i muscoli tibiali posteriori e tutta la fascia che ricopre la zona. Nell’infiammazione anteriore invece, si parla di un problema nella zona frontale. La periostite tibiale può essere anche di tipo infettivo poiché dalla circolazione oppure da processi di infettivi di alcune zone limitrofe si può arrivare ad un ulteriore infiammazione.

Un esempio di periostite infettiva può essere quella che ha gli stessi sintomi della sifilide oppure quella tubercolare, spesso preceduta da una grave osteite. Ci sono dunque diverse cause che portano alla periostite tibiale e di seguito saranno fatte delle delucidazioni a riguardo.

Periostite tibiale, le cause e il trattamento

Tra le varie cause della periostite tibiale ci sono principalmente dei traumi e delle infezioni, così come l’assunzione di una postura scorretta durante la giornata. Solitamente le persone più esposte al problema sono gli sportivi, questo perché il movimento può provocare infiammazione. Questo soprattutto per chi svolge attività come la corsa, i calciatori, i pallavolisti e tanti altri ancora.

Tutto questo si verifica perché, come detto sopra, ci sono dei traumi o infiammazioni che sono causate ad esempio da errori commessi durante gli allenamenti o una cattiva distribuzione dei pesi durante le attività. Altra causa potrebbe essere l’utilizzo di scarpe non adatte alla propria attività, quindi con poca azione ammortizzante o addirittura potrebbero stringere troppo il piede indebolendo il complesso muscolare.

Altro fattore è anche la poca flessibilità muscolare, da non confondere con debolezza muscolare, infatti ogni soggetto ha la sua personale sensibilità e soprattutto la sua flessibilità. Proprio per questo motivo può capitare che in alcuni casi la scarsa flessibilità possa portare ad infiammazioni a causa di scorretti movimenti o traumi, non solo per l’attività sportiva ma anche per movimenti bruschi.

Periostite tibiale anteriore: Antinfiammatori consigliati

Ci sono come detto anche in precedenza, diversi tipi di periostite tibiale, c’è per esempio quella acuta dove la situazione è abbastanza complicata e dove il peggioramento procede in maniera rapida anche se l’infiammazione tende a diminuire in poco tempo. I principali sintomi di questo grado di patologia sono la febbre alta, delle raccolte purulente e degli arrossamenti spesso che si manifestano sottoforma di edemi. Riguardo all’uso dell’antinfiammatorio per la perostite tibiale di solito si prende il FANS o si fa delle infiltrazioni cortisoniche locali.

C’è poi la periostite cronica, dove il quadro clinico risulta essere più blando ma persiste per molto più tempo. Un trattamento potrebbe essere ad esempio l’uso di antibiotici o di drenaggi nel caso in cui si decida di procedere con interventi chirurgici i cui tempi di recupero sono variabili di paziente in paziente.

È importante sottolineare inoltre, che questo tipo di patologia può essere bilaterale quando tocca entrambi gli arti, oppure monolaterale se colpisce invece un solo arto. Si consigliano dunque diversi tipi di  trattamenti per la periostite oltre a quelli sopra citati, come ad esempio l’applicazione di impacchi sulla zona rigorosamente freddi o infiltrazioni locali di cortisone considerando sempre il parere di un medico, oppure ancora ci si può approcciare alla crioterapia o alla mesoterapia.

La diagnosi di periostite tibiale: Esercizi e stretching

Ci si accorge ovviamente della presenza di questa patologia a causa del dolore, a quel punto una volta recati dallo specialista, si procede con la palpazione della zona e dallo studio di quest’ultima attraverso una flessione delle dita del piede. Si passa poi ad una radiografia per avere un quadro clinico molto più chiaro e per escludere altri tipi di patologie.

Una volta stabilito che si tratta effettivamente di periostite tibiale, si passa all’utilizzo della terapia scelta dal medico, ovvero quella più adatta alla situazione del paziente. In casi meno gravi infatti, si consiglia un lungo riposo e soprattutto l’utilizzo di scarpe idonee alla situazione. E’ importante prima di fare degli esercizi di stretching chiedere al proprio fisiatra o fisioterapista. Che si tratti dunque di uno sportivo o di una persona che pratica una vita normale non ci sono differenze, altro consiglio sopracitato, è l’utilizzo appunto di impacchi freddi che possono migliorare la sensazione di dolore.

 

Debolezza Muscolare Braccia e Gambe: Cos’è, Quali Sono Le Cause E Possibili Rimedi?

Debolezza Muscolare Braccia e Gambe: Cos’è, Quali Sono Le Cause E Possibili Rimedi?

Capita spesso di sentir parlare di ‘debolezza muscolare’, in molte occasioni essa si manifesta tuttavia non sempre è conseguente o coincidente con uno sforzo di tipo fisico, in alcuni momenti può costituire anche un importante campanello d’allarme di altro.

Cos’è nel dettaglio la ‘debolezza muscolare’?

La debolezza muscolare molto raramente costituisce una vera e propria patologia, in generale essa si declina maggiormente come uno dei sintomi causato da diverse problematiche. Cosa si intende per debolezza muscolare? Spesso questa espressione è usata per indicare una rigidità nelle articolazioni, tuttavia non si tratta di questo. Per debolezza muscolare, infatti, si intende la massiccia o completa perdita di forza nei muscoli del proprio corpo. Ciò avviene quando nonostante ci si sforza, la contrazione dei muscoli o il movimento stesso non si verificano così come dovrebbero. Attenzione a non confondere la debolezza muscolare con ernia cervicale.

Quali sono i sintomi della debolezza muscolare?

La debolezza muscolare si presenta come una fastidiosa condizione fisica che genera dolori lievi ed elevato senso di spossatezza. In particolare, è rintracciabile quando i movimenti del corpo non sono più fluidi ed armoniosi, le fasce muscolari appaiono meno toniche, meno dinamiche ed elastiche. Il nostro fisico, infatti, risente di queste mancanze e ce lo comunica attraverso sintomi come l’intorpidimento, il tremore alla muscolatura, il dolore costante alle articolazioni superiori ed inferiori. Molta importante è avere attività fisica, anche a casa si può fare, ecco infatti i 10 esercizi migliori per mal di schiena.

debolezza muscolare braccia e gambe ansia

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Chi colpisce la debolezza muscolare?

Ad oggi non esistono evidenze scientifiche che indicano la debolezza muscolare come maggiormente presente in un’età piuttosto che in un’altra. Non ci sono, infatti, alcuni range relativi al sesso o all’età, pertanto qualsiasi essere umano può soffrire di questa sintomatologia. Abbiamo già trattato il tema dell’ozonoterapia anche utile per ernia del disco Tuttavia, è possibile rintracciare un’incidenza maggiore di debolezza muscolare tra la macrocategoria degli sportivi: essi, infatti, durante la lunga pratica sportiva capita che eccedano con le sessioni specifiche di allenamento, aspetto che sottopone i muscoli ad una fatica smisurata.

Quali possono essere le cause di una debolezza muscolare?

Tecnicamente la debolezza muscolare si configura come una difficoltà, un blocco, all’interno del percorso neuromotorio che può essere verificata anche con debolezza nella gambe e braccia. Esso può avvenire a livello del cervello, dei nervi, del midollo spinale, dei muscoli o comunque all’interno delle connessioni tra essi. È possibile distinguere tra debolezza focale se essa investe solo alcuni muscoli; si definisce debolezza generalizzata se essa interessa tutti i muscoli del corpo. A volte è possibile avere una forte debolezza muscolare, in tal caso è consigliata la visita da un medico di fiducia.

Diverse possono esse le cause di debolezza muscolare.

debolezza muscolare e tremore

debolezza muscolare e tremore

Tra le cause più comuni possiamo rintracciare uno sforzo fisico, la presenza di uno stato influenzale, una diagnosi medica di ipotiroidismo, o ancora la presenza di una percentuale di vitamine nel corpo nettamente inferiore al fabbisogno necessario.

  • Sforzo Fisico: quando pratichiamo un’attività sportiva in una maniera troppo intensa, ci esponiamo ad un’elevata probabilità di andare incontro a stanchezza muscolare. Nello specifico essa è causata da una maggiore quantità di acido lattico in circolo, soprattutto quando si compiono allenamenti per un periodo maggiore di quello consentito. È opportuno, infatti, fare sport con moderazione ma allo stesso tempo è utile affidarsi ad un esperto del settore. Egli, infatti, è la figura maggiormente indicata per sottoporre ciascuno di noi alla disciplina più adatta secondo il nostro corpo e le nostre esigenze.

Questo tipo di debolezza muscolare ha una natura non complessa ed un recupero in tempi brevi, non appena il soggetto che ha compiuto lo sforzo fisico, recupera le forze.

  • Influenza: anche una semplice influenza può costituire la causa di una forte debolezza muscolare. Essa, infatti, genera uno stato generale di rilassamento di natura fisica il quale, molto spesso, si traduce in veri e propri sintomi di stanchezza a livello muscolare. Capita, infatti, che i soggetti influenzati fatichino a compiere anche movimenti molto semplici.
  • Ipotiroidismo: tale patologia, associata all’esigenza di estrema iperattività sperimentata dal soggetto ipotiroideo, genera in moltissimi casi la presenza di debolezza muscolare. Anche in questo caso, ossia innanzi ad una patologia medica, è opportuno affidarsi ad uno specialista del settore che possa indicare l’eventuale terapia per gestire la debolezza muscolare generata dall’iperattività.
  • Scorretta alimentazione: quando siamo in presenza di una cattiva alimentazione, spesso il nostro organismo diventa carente di vitamine. Questo Aspetto, presente anche nei casi di una cattiva assimilazione del soggetto, reca quasi sempre una costante debolezza muscolare. Ciò avviene perché i muscoli per compiere i movimenti di contrazione, per rilassarsi e per ricostruirsi hanno bisogno di proteine e acidi grassi, di calcio e di vitamina E. Questi componenti di cui sono costituiti, laddove scarseggino, ne compromettono le funzioni e la tonicità stessa. La debolezza muscolare può manifestarsi anche con spasmi e contorsioni a livello intestinale.

Quali sono i rimedi per la debolezza muscolare?

Non esiste una vera formula come rimedio per debolezza muscolare, non esiste una terapia unica per ovviare alla debolezza muscolare. L’intervento, infatti, va fatto sulla causa che genera questo tipo di sintomatologia. In base a ciò che provoca la debolezza, infatti, la terapia può cambiare in maniera notevole.

 debolezza-muscolare-gambe


debolezza muscolare gambe

Nel caso di debolezza muscolare come conseguenza di un importante sforzo fisico, è opportuno consultare uno specialista. Solo dopo aver fatto ciò, è possibile svolgere esercizi di tipo leggero, una sorta di ginnastica più dolce che consenta lentamente di ritrovare il tono muscolare perso. Un altro rimedio, simile, per la debolezza muscolare è lo stretching.

Attenzione al caldo: come fare per combattere la debolezza muscolare?

Esso consente di combattere il rilassamento muscolare soprattutto se compiuto all’inizio e alla fine di ogni allenamento. Grazie a questi accorgimenti, i muscoli mantengono la loro tonicità sia durante l’attività fisica, sia al termine della stessa.

Quando invece siamo innanzi ad influenza è possibile avere anche forti mal di testa provocati dalla debolezza muscolare, ipotiroidismo ed altre complicanze di natura fisico-patologica, è opportuno rivolgersi ad un medico per conoscere nel dettaglio cosa fare e quale terapia farmacologica assumere. In alcuni casi, anche una gravidanza fisiologica oppure un forte stress, possono generare debolezza muscolare, per cui è sempre importante rivolgersi ad un ginecologo o, in caso di forte stress ad uno psicologo. Anche in caso di allattamento è frequente la debelozza delle ossa e muscolare.

debolezza muscolare rimedi

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Generalmente, come abbiamo visto, la debolezza muscolare non costituisce una patologia grave ma è un prezioso campanello d’allarme di ben altro.

Essa può presentarsi in maniera improvvisa oppure graduale. La sintomatologia ad essa associata, infatti, varia a seconda dei muscoli colpiti. Di seguito, riportiamo un esempio: se la debolezza muscolare interessa i muscoli grazie ai quali possiamo operare la respirazione, a quest’ultima si assocerà una difficoltà importante; se essa interessa i muscoli oculari, è possibile anche avere una visione doppia. In questi casi, oltre alla sintomatologia associata alla debolezza muscolare, possiamo sperimentare anche alterazioni della sensibilità e tremori.

Schiacciamento delle vertebre lombari sintomi rimedi vertebre schiacciate

Quando notiamo che la debolezza muscolare assume forme sempre diverse e/o gradualmente diventa più imponente, è opportuno rivolgersi immediatamente al proprio medico di base.

Ernia inguinale: Esercizi Consigliati, Mutande, Slip e Opinioni

Ernia inguinale: Esercizi Consigliati, Mutande, Slip e Opinioni

L’ernia non è altro che la fuoriuscita di un organo interno o di una sua parte, che di solito è presente all’interno di una cavità dell’organismo. L’ernia inguinale dunque, è la fuoriuscita di viscere dalla porta erniaria, precisamente nella regione che riguarda l’inguine. La fuoriuscita può essere di grandi o piccole dimensioni e nei casi più gravi si può sentire dolore o notare una tumefazione nella zona dell’inguine che può provocare anche una cicatrice sull’ernia inguinale con relativo gonfiore. Si tratta di un problema molto comune e spesso trattato in day hospital in casi più estremi, questo perché la patologia in questione può risultare molto fastidiosa e invalidante ma soprattutto pericolosa se non trattata in maniera corretta.

Ernia Cervicale: Sintomi Neurologici, Cura, Come Dormire

Ecografia ernia inguinale: La prima cosa da fare

Come in tutte le patologie è fondamentale andare per gradi e cercare prima di capire la gravità del problema. E’ inutile andare a comprare una mutanda elastica se prima non si ha esattamente chiaro qual’è il quadro generale del nostro corpo. L’ecografia aiuta in questo compito.

Ecografia ernia inguinale

Ecografia ernia inguinale

Si tratta di una delle patologie più frequenti soprattutto nel lato destro del sesso maschile, anche se non si esclude la possibilità che il problema in questione possa presentarsi anche per le donne. Il tutto ovviamente è legato alle strutture anatomiche del canale inguinale, infatti nell’uomo ci sono i vasi che poi portano al testicolo proprio per questo il problema è in percentuale più alto per gli uomini. Non ci sono età per la presentazione del problema, ma principalmente si parla di persone adulte di mezza età.

Slip Mutanda elastica dopo intervento di ernia inguinale

L’intervento è sempre una scelta difficile da fare ma a volte, l’unica soluzione. Ecco i prodotti e consigliati, piu’ venduti e votati per mutande che sono utili da utilizzare post operazione e in alcuni casi, previo consulto medico, slip utili per provare una eventuale guarigione spontanea.

L’ernia di schmorl, questo sconosciuto

Ernia Inguinale: Esercizi, trattamento e rimedi

Di solito l’ernia inguinale può ridursi spontaneamente, quindi non si necessita di una cura con dei medicinali specifici. Ovviamente qualora il problema non riesca ad essere eliminato in maniera naturale, si può ricorrere ad un trattamento conservativo, quello utilizzato quando si sconsiglia un intervento chirurgico o si è appunto in attesa di ottenere un posto in sala operatoria. Considerando comunque che si tratta di un intervento a tutti gli effetti con tanto di problemi spesso nel camminare dopo l’intervento ernia inguinale, si consiglia di utilizzare questa opzione con parsimonia e solo per “ultimo e per forza”.

mutanda elastica dopo intervento ernia inguinale

mutanda elastica dopo intervento ernia inguinale

Questo trattamento prevede l’utilizzo di mutande elastiche, create appositamente per chi ha un’ernia inguinale ma soprattutto l’utilizzo di un cinto erniario, anche se questo macchinario è ormai obsoleto. Infatti, qualora si presenti un problema di ernia inguinale abbastanza fastidioso, si ricorre solitamente ad un intervento per evitare che la situazione peggiori. Come detto in precedenza si tratta di un intervento molto veloce, effettuato in day hospital, in cui viene inserita una piccola retina che riesca a contenere appunto il problema e rinforzare la parete dell’addome.

Esercizi consigliati previo consulto medico:

esercizi per ernia inguinale

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La prevenzione di un’ernia inguinale in gravidanza

ernia inguinale in gravidanza

ernia inguinale in gravidanza

È molto difficile riuscire a prevenire un’ernia inguinale anche in gravidanza, questo perché dipende tutto dalla resistenza della parete addominale. E’ molto importante anche cercare di guidare l’auto in modo protetto durante l’ernia inguinale. Spesso infatti, si tratta di un fatto congenito peggiorato poi dalla totale assenza di attività fisica. Non si conoscono le cause precise della presenza di un’ernia inguinale ma spesso si pensa che il problema possa presentarsi a causa di uno starnuto o di un colpo di tosse troppo forte e improvviso, della stitichezza e di un forte sovrappeso, ovviamente affiancati dalla debolezza addominale di cui abbiamo parlato sopra.

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Dunque si consiglia di prevenire l’arrivo di un’ernia inguinale con un buon esercizio fisico che però no vada a sforzare troppo l’organismo. Qualora si effettuino degli esercizi con carichi pesanti, si consiglia di utilizzare sempre una cintura di contenimento e di non stringerla troppo altrimenti anche la pressione potrebbe peggiorare la situazione. Nel momento in cui si effettua un intervento, prima di ricominciare ad allenarsi è consigliato aspettare 10 o 20 giorni per un leggero allenamento, mentre per tornare alla normalità bisogna attendere almeno dalle 6 alle 10 settimane.

 

Ernia Cervicale: Sintomi Neurologici, Cura, Come Dormire

Ernia Cervicale: Sintomi Neurologici, Cura, Come Dormire

L’ernia cervicale o al disco cervicale, è una delle patologie più frequenti tra la popolazione mondiale. In poche parole l’ernia cervicare presenta dei sintomi neurologici che si trattattano di una fuoriuscita della sostanza discale all’esterno dei limiti anatomici andando così a comprimere le radici nervose o il midollo spinale, portando di conseguenza dolore e altri sintomi come la debolezza muscolare, cefalea e altre difficoltà motorie.

Ernia Cervicale: Sintomi Neurologici

Sono numerose le cause relative all’ernia cervicale, ma tra le più frequenti è possibile trovare una postura scorretta, dei colpi di frusta, rachide cervicale o anche dei traumi forti che hanno inciso sul problema. Dunque, si tratta di un problema molto fastidioso che potrebbe compromettere il regolare svolgimento delle attività quotidiane. Non bisogna però abbattersi, in quanto ci si può informare cercando soprattutto delle soluzioni. Tra quelle più richieste ci sono senza dubbio quelle relative al sonno, in quanto è importante una corretta postura ma soprattutto è necessario seguire alcuni accorgimenti che di seguito saranno elencati.

Ernia di Schmorl, come si cura

Cura e rimedi per fastidi di un’ernia cervicale

Tra i vari consigli per la riduzione del fastidio di un’ernia cervicale e la sua relativa cura, c’è senza dubbio l’utilizzo di un collare morbido, questo perché mantiene la giusta posizione e protegge da movimenti bruschi che potrebbero peggiorare la situazione.  Bisogna inoltre seguire degli esercizi ben precisi, infatti l’aiuto di un fisioterapista potrebbe essere l’ideale per chi soffre di questa patologia.

Qualora però si parli di problemi più gravi, allora non resta altro che rivolgersi a dei medici per eventuali terapie farmaceutiche o addirittura, in casi estremi, passare alla chirurgia.

Ernia Cervicale: Intervento

Quest’ultima soluzione è tra quelle più drastiche ma in caso di emergenza, si risolverebbe definitivamente il problema. Ovviamente bisogna considerare che anche nel post operatorio, si deve mantenere un certo rigore e soprattutto altri accorgimenti che aiutano per la guarigione. L’intervento di ernia cervicale così come per l’ernia del disco è consigliato dai medici valutarlo solo in caso non vi siano altre soluzioni, di nessun tipo in quanto la convalescenza dopo intervento di ernia cervicale è sempre macchinosa e richiede numerosi accorgimenti o cambiamenti di abitudini.

Schiacciamento delle vertebre

Ernia Cervicale c5 c6 vertigini cura e consigli

Indipendemente da quale patologia puoi avere, la più frequente è sicuramente l’ernia cervicale c5 e c6. È importantissimo, qualora si pensi di essere affetti da ernia cervicale, cercare di evitare di alzare troppi pesi, effettuare allenamenti troppo duri in palestra, assumere posizioni scorrete, riposare in maniera eccessiva, fumare in maniera eccessiva e soprattutto si raccomanda di evitare assolutamente la procrastinazione di una visita medica, in caso di sospetti riguardo questa patologia.

ernia cervicale c5 c6 vertigini

ernia cervicale c5 c6 vertigini

Le vertigini sono uno dei sintomi che possono provare le ernie cervicali, si consiglia sempre il parere di un medico per avere certezze sulla gravità dell’ernia cervicale. Per quanto riguarda un eventuale invadilità di ernia cervicale c5 c6 ci sono pareri discordanti, sicuramente vige la regola che se la causa del tuo male è provata che avvenuta sul lavoro, questo può essere un gioco forza per un eventuale invalidità e inps o per fine punteggio inail per ernia cervicale.

Ernia cervicale, rimedi della nonna e tempi di guarigione

punteggio di invalidita per ernie cervicale e discale

punteggio di invalidita per ernie cervicale e discale

Tra le tante domande poste c’è senza dubbio quella relativa alla prevenzione di questa patologia ed i sempre più amati rimedi della nonna. Si può sicuramente prevenire in un certo senso l’arrivo di questo problema con un potenziamento dei muscoli cervicali per poter prevenire ulteriori danni futuri, si possono effettuare esercizi di fisioterapia, come detto in precedenza,  si possono effettuare sedute di allenamento mirate alla soluzione del problema, il tutto insieme a personale qualificato.

Cos’è il bulging discale, sintomi, terapia e protrusioni L4 L5 e L5 S1

Quali sono gli esercizi per ernia cervicale?

Non c’è una vera e propria pozione magica per poter debellare per sempre l’ernia cervicale e non è possibile neanche prevedere quale sia la possibilità che ci sia una guarigione spontanea di ernia cervicale. Ci sono però numerosi esercizi consigliati, suggeriti, per un paziente tipo. Si suggerisce vivamente di NON fare questi esercizi almeno che non si abbia chiesto consulto e relativa approvazione dal proprio medico o professionista che la segue durante questa fase.

ernia cervicale esercizi

Ernia cervicale c6 c7 le seconde ernie più frequenti

Altro elemento importante e consigliatissimo è l’alimentazione. Questo perché una buona dieta con molta frutta e verdura e con minori quantità di grassi, riesce a garantire comunque un leggero miglioramento che andrà a bilanciare la quotidianità dell’individuo affetto da questa patologia.

ernia cervicale c6 c7

ernia cervicale c6 c7

Ed infine si può sicuramente effettuare una buona dose di riposo e soprattutto con la giusta posizione, che in pratica aiuta a non ledere ulteriormente la debolezza in questione.

Ernia cervicale come dormire correttamente

Quando si ha un’ernia cervicale infiammata, tra i tanti problemi sorge anche la giusta posizione per dormire. Tra i primi consigli da seguire c’è senza dubbio l’utilizzo di un cuscino cervicale, questo perché aiuta l’individuo affetto ad assumere una giusta postura che quindi va a ridurre le possibilità di un peggioramento. Questi cuscini sono disponibili nella maggior parte dei negozi specializzati per la vendita di materiali per la casa o anche nei classici negozi relativi alla fornitura di materassi.

ernia cervicale come dormire

ernia cervicale come dormire

Ci sono poi altri consigli da dover seguire per dormire correttamente in caso di ernia cervicale, tra questi ci troviamo la necessità di dover rilassare i muscoli del collo. Può sembrare complicato e inutile ma in realtà aiuta moltissimo e soprattutto consente di riposare correttamente. La giusta postura è quella che riesce a portare la testa a seguire la curva naturale della colonna vertebrale e proprio per questo motivo si consiglia di acquistare materassi e cuscini idonei alla situazione.

È importante evitare assolutamente un cuscino troppo alto oppure troppo basso, questo perché potrebbe peggiorare il dolore durante le ore di riposo. Infatti avere un cuscino che sia della giusta altezza è una salvezza per le persone che soffrono di ernia cervicale. Ci sono poi le posizioni che devono essere evitate assolutamente e tra queste c’è quella prona dove il collo è girato per molto tempo e potrebbe peggiorare la situazione. Consigliate invece sono la posizione supina e quella laterale o più comunemente chiamata fetale, sempre però posizionando la testa in modo corretto e con il giusto cuscino.

Un ultimo consiglio è quello di tenere la zona infiammata protetta con del calore, infatti dei sacchetti riscaldati o delle semplici borse di acqua calda, riescono a rilassare la tensione muscolare e quindi portare ad un alleviamento del dolore. Quindi, seguendo alla lettera questi consigli, e con il giusto lavoro di  prevenzione al massimo il possibile arrivo della patologia, si riesce quasi sicuramente a dormire correttamente anche con la presenza dell’infiammazione dell’ernia cervicale.

 

 

 

I migliori prodotti e cintura lombare per ernia del disco e mal di schiena

I migliori prodotti e cintura lombare per ernia del disco e mal di schiena

Le migliori cinture lombari

La cintura lombare o anche comunemente chiamata “bustino” è fondamentale da usarla quando ci sentiamo stanchi. Usare la cintura lombare ad esempio alla sera, per cercare di avere un po’ di sollievo dopo la giornata è una cosa buona e giusta. Se siamo tendenzialmente piegati, la cintura lombare può prevenire una forte scoliosi per esempio. Se facciamo lavori manuali è consigliato, per il benessere della nostra schiena usare una cintura lombare. Sono molti i motivi per averla, pochi per non averla.

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Postura scorretta

Se invece si ha una scoliosi o comunque la nostra schiena si adatta e trova una postura scorretta è bene rivolgersi ad un altra tipologia di prodotto che può assolutamente dare dei benefici concreti.

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Cuscino Lombare

Se tendenzialmente stiamo molto a sedere, ci può dare un grande sollievo il cuscino lombare. In commercio ce ne sono una miriade per voi io selezioni solo i più blasonati e migliori.

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Panca a inversione

Altro consiglio che può tornare molto utile è quello di avere una panca a inversione. Il suo ruolo è sciogliere i muscoli della schiena e dare un reale beneficio alla colonna vertebrale.

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I migliori 10 esercizi per mal di schiena da fare a casa dolore lombare

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10 esercizi per combattere il mal di schiena

Il mal di schiena è uno dei problemi medici più comuni ed è stimato che colpisca almeno 4 persone su 5 una volta nella vita. La natura del dolore può essere di vario genere, fitto e costante oppure può nascere in modo improvviso e acuto. Il mal di schiena è acuto se ha esordio inaspettato e improvviso, dura da pochi giorni fino a qualche settimana. Invece si può definire il mal di schiena costante, soltanto nel caso in cui duri per più di tre mesi. Nella maggior parte dei casi il disturbo tende a risolversi da solo, con un po’ di pazienza. L’assunzione di farmaci antidolorifici e il riposo possono senz’altro essere d’aiuto, ma a volte rimanere a letto per più di un giorno può peggiorare la situazione. Se il dolore è molto insopportabile o comunque non migliora dopo tre giorni, è necessario rivolgersi ad un medico, anche se l’apparizione del dolore fosse comparso, anche a causa di un infortunio. Il trattamento può essere molto variabile, soprattutto in base al tipo di dolore e alle cause, tuttavia per risolvere un mal di schiena, la cosa migliore che consigliano un medico, che quasi certamente chiamerà in causa un fisioterapista, fare degli esercizi che aiutano a risolvere questo problema.

Cause del mal di schiena

Nella maggior parte dei casi non è possibile individuare la causa esatta del mal di schiena, ma nei casi più frequenti, esso è il risultato di problemi muscolari o scheletrici non gravi, come distorsioni o stiramenti muscolari. Il dolore in questi casi:

  • può migliorare o peggiorare in determinate posizioni,
  • può essere avvertito più o meno a seconda di determinati movimenti,
  • può apparire in maniera improvvisa o graduale,
  • può migliorare nel giro di poche settimane al massimo.

In alcuni casi, le cause del mal di schiena possono essere più serie, ad esempio:

  • possono essere dovuti ad una protrusione discale oppure ad un’ernia del disco,
  • possono essere dovuto ad un irritazione del nervo sciatico.

In situazioni come queste, sono spesso presenti ulteriori sintomi come formicolio e debolezza muscolare, oltre al mal di schiena classico.

Esercizi da fare per il mal di schiena

Ecco qui una lista di 10 esercizi da fare quando si ha il mal di schiena:

Esercizio 1 – distensione schiena


Stare sui talloni, nella posizione iniziale, bisogna inginocchiarsi a 4 zampe, con le ginocchia all’altezza dei fianchi e le mani sotto le spalle. Non bisogna curvare eccessivamente la zona lombare. Bisogna allungare il collo, tenere le spalle indietro e non bloccare i gomiti. Dopo bisogna portare lentamente il sedere all’indietro, mantenere la curva naturale della colonna vertebrale. Poi va tenuta la posizione, fare un bel respiro profondo e tornare alla posizione di partenza. Questo esercizio va ripetuto almeno 10 volte e nel caso di dolori alle ginocchia, evitare di sedersi sui talloni. Magari aiutatevi con uno specchio per assumere la migliore posizione e non forzate, perché potreste peggiorare la situazione.
Esercizio 2 – piegamento laterale

Rollare le ginocchia, posizione di partenza, sdraiarsi sulla schiena magari mettendo un cuscino sotto la testa. Tenere le ginocchia piegate e parallele. Mantenere la parte superiore del corpo rilassata. Dopo di questo, bisogna ruotare le ginocchia da un lato, fare la stessa cosa anche con il bacino, cercando di mantenere sempre entrambe le spalle sul pavimento. Bisogna tenere la posizione applicando un bel un respiro profondo e tornare alla posizione di partenza. Anche questo esercizio, va ripetuto almeno 10 volte, alternando i lati delle ginocchia. Ovviamente il consiglio è quello estendere le gambe fino dove possibile, senza forzare. Posizionate un cuscino tra le ginocchia se ne avete bisogno per aumentare la comodità.

Esercizio 3 – stretching schiena

Estensione della schiena, posizione di partenza, sdraiarsi supini e lasciare le braccia laterali al corpo e piegare i gomiti, andando a mettere il palmo delle mani più o meno all’altezza del viso. Dopo di che, bisogna “allungare” la schiena facendo forza sulle mani, cercando di mantenere il collo ben disteso. Con questo esercizio si dovrebbe sentire una leggera estensione a livello dei muscoli addominali. Bisogna cercare di mantenere questa posizione per circa 10 secondi e ripetere l’esercizio per almeno 10 volte. Le cose da evitare sono quelle di non piegare il collo in indietro e non bisogna tenere i fianchi a terra.
Questo esercizio può essere fatto in molti modi diversi, per esempio tenendo i gomiti appoggiati o sollevandoli.
Esercizio 4 – Esercizio glutei

Lavorare sui muscoli addominali, posizione iniziale, stare sdraiati sulla schiena. In questo caso, è meglio usare un cuscino da mettere sotto la testa. Dopo di che, bisogna piegare le ginocchia e tenere i piedi dritti. Mantenere la parte superiore del corpo rilassata. Raggiunta questa posizione, applicare l’espirazione, ovvero buttare fuori l’aria e contrarre i muscoli addominali, che sono quelli che si trovano nella pancia. Cercare di mantenere i muscoli contratti per circa 15 secondi e poi tornare alla posizione di partenza.
Questo esercizio, va ripetuto almeno 5 volte. Tuttavia, questo esercizio va fatto in maniera delicata, senza forzare una contrazione eccessiva. Inoltre non bisogna assolutamente cercare di irrigidire il collo, le spalle o le gambe.
In un secondo momento si può anche cercare di adottare pure un leggero movimento delle gambe.

Esercizio 5 – Stretching schiena

Flessione, lo scopo di questo esercizio è quello di aumentare gli spazi tra i dischi vertebrali, in modo da ridurre così la pressione sui nervi, inoltre così si allungano i muscoli della schiena e dei fianchi. Con questo esercizio, vengono rafforzati anche i muscoli addominali e dei glutei, in modo da diminuire il carico sulla colonna vertebrale.
Esercizio 7 – Estensione
Estensione, con questo esercizio particolare, si estendono i muscoli andando a togliere il dolore riflesso, ovvero il dolore che può essere avvertito anche in parti del corpo differenti dalla zona di origine del problema, in questo caso la schiena. Alcuni esercizi pratici di estensione, sono il sollevamento delle gambe e del tronco. Alla base di questi esercizi, l’obiettivo è quello di mantenere aperto il canale vertebrale e di sviluppare i muscoli che sostengono la colonna vertebrale.

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Esercizio 8 – Stretching
Stretching. Gli esercizi di stretching, hanno come obiettivo quello di allungare e migliorare l’estensione dei muscoli e andando a diminuire la pressione sui nervi della schiena. Lavorando con questi esercizi si riduce la rigidità della schiena e si migliora il movimento della parte inferiore della colonna vertebrale.

Esercizio 9 – Stretching lombare
Stretching da fare in piedi. Per praticare al meglio questo esercizio, la cosa migliore da fare è affacciarsi ad una finestra e appoggiate le mani sul davanzale. Dopo di che, piegare il busto facendo arretrare i piedi in modo da formare un angolo retto tra gambe e busto. Poi bisogna lasciare ovviamente i palmi delle mani appoggiati sul davanzale. Poi bisogna stendere il peso del busto cercando di trascinare il corpo verso il basso e tenere la posizione, a questo punto si dovrebbe sentire la schiena allungarsi. Una volta fatto questo, mantenere la posizione per circa 10 secondi, ritornare nella posizione iniziale e ripetere l’esercizio almeno 10 volte.

Esercizio 10 – Aerobica
Aerobica. L’esercizio aerobico è quello che porta il cuore a battere più velocemente, tenendo elevata la frequenza cardiaca per un certo lasso di tempo. Di solito in questo esercizio il cuore dovrebbe essere tenuto sotto sforzo almeno 2 ore e 30 minuti a settimana, quindi le sessioni giornaliere dovrebbero essere di almeno mezz’ora alla volta. In caso di gravi problemi alla schiena, vanno sicuramente evitati gli esercizi che richiedono improvvise e forzate torsioni e movimenti della schiena, come la danza e il canottaggio, perché questi sport, possono aumentare la pressione nei dischi sulla colonna vertebrale aumentando così il rischio di effetti gravi che invece non comporta un semplice mal di schiena.