La periostite tibiale è più comunemente conosciuta come l’infiammazione del periostio, ovvero la membrana che avvolge esternamente la tibia. Questo tipo di patologia può riguardare un solo osso oppure più parti dello scheletro. Precisamente si tratta di una sopraelevazione della superficie delle ossa oppure anche di una formazione di una placca ossea.

Nel caso della periostite tibiale, la patologia colpisce appunto la tibia nelle aree in cui si trovano i muscoli tibiali posteriori e tutta la fascia che ricopre la zona. Nell’infiammazione anteriore invece, si parla di un problema nella zona frontale. La periostite tibiale può essere anche di tipo infettivo poiché dalla circolazione oppure da processi di infettivi di alcune zone limitrofe si può arrivare ad un ulteriore infiammazione.

Un esempio di periostite infettiva può essere quella che ha gli stessi sintomi della sifilide oppure quella tubercolare, spesso preceduta da una grave osteite. Ci sono dunque diverse cause che portano alla periostite tibiale e di seguito saranno fatte delle delucidazioni a riguardo.

Periostite tibiale, le cause e il trattamento

Tra le varie cause della periostite tibiale ci sono principalmente dei traumi e delle infezioni, così come l’assunzione di una postura scorretta durante la giornata. Solitamente le persone più esposte al problema sono gli sportivi, questo perché il movimento può provocare infiammazione. Questo soprattutto per chi svolge attività come la corsa, i calciatori, i pallavolisti e tanti altri ancora.

Tutto questo si verifica perché, come detto sopra, ci sono dei traumi o infiammazioni che sono causate ad esempio da errori commessi durante gli allenamenti o una cattiva distribuzione dei pesi durante le attività. Altra causa potrebbe essere l’utilizzo di scarpe non adatte alla propria attività, quindi con poca azione ammortizzante o addirittura potrebbero stringere troppo il piede indebolendo il complesso muscolare.

Altro fattore è anche la poca flessibilità muscolare, da non confondere con debolezza muscolare, infatti ogni soggetto ha la sua personale sensibilità e soprattutto la sua flessibilità. Proprio per questo motivo può capitare che in alcuni casi la scarsa flessibilità possa portare ad infiammazioni a causa di scorretti movimenti o traumi, non solo per l’attività sportiva ma anche per movimenti bruschi.

Periostite tibiale anteriore: Antinfiammatori consigliati

Ci sono come detto anche in precedenza, diversi tipi di periostite tibiale, c’è per esempio quella acuta dove la situazione è abbastanza complicata e dove il peggioramento procede in maniera rapida anche se l’infiammazione tende a diminuire in poco tempo. I principali sintomi di questo grado di patologia sono la febbre alta, delle raccolte purulente e degli arrossamenti spesso che si manifestano sottoforma di edemi. Riguardo all’uso dell’antinfiammatorio per la perostite tibiale di solito si prende il FANS o si fa delle infiltrazioni cortisoniche locali.

C’è poi la periostite cronica, dove il quadro clinico risulta essere più blando ma persiste per molto più tempo. Un trattamento potrebbe essere ad esempio l’uso di antibiotici o di drenaggi nel caso in cui si decida di procedere con interventi chirurgici i cui tempi di recupero sono variabili di paziente in paziente.

È importante sottolineare inoltre, che questo tipo di patologia può essere bilaterale quando tocca entrambi gli arti, oppure monolaterale se colpisce invece un solo arto. Si consigliano dunque diversi tipi di  trattamenti per la periostite oltre a quelli sopra citati, come ad esempio l’applicazione di impacchi sulla zona rigorosamente freddi o infiltrazioni locali di cortisone considerando sempre il parere di un medico, oppure ancora ci si può approcciare alla crioterapia o alla mesoterapia.

La diagnosi di periostite tibiale: Esercizi e stretching

Ci si accorge ovviamente della presenza di questa patologia a causa del dolore, a quel punto una volta recati dallo specialista, si procede con la palpazione della zona e dallo studio di quest’ultima attraverso una flessione delle dita del piede. Si passa poi ad una radiografia per avere un quadro clinico molto più chiaro e per escludere altri tipi di patologie.

Una volta stabilito che si tratta effettivamente di periostite tibiale, si passa all’utilizzo della terapia scelta dal medico, ovvero quella più adatta alla situazione del paziente. In casi meno gravi infatti, si consiglia un lungo riposo e soprattutto l’utilizzo di scarpe idonee alla situazione. E’ importante prima di fare degli esercizi di stretching chiedere al proprio fisiatra o fisioterapista. Che si tratti dunque di uno sportivo o di una persona che pratica una vita normale non ci sono differenze, altro consiglio sopracitato, è l’utilizzo appunto di impacchi freddi che possono migliorare la sensazione di dolore.