Sono Filippo, creatore di questo blog. Non sono un dottore e non ho conoscenze mediche, sono solo un ex paziente con 4 ernie discali, che ha provato di tutto e dopo 10 lunghissimi mesi, ha risolto. Racconto la mia esperienza e spero di aiutare molti :)

Parlare di protrusione discale equivale a farlo di discopatia ossia di una patologia che interessa il disco intervertebrale provocando fastidi dovuti alla componente fibrosa dei dischi che perdono elasticità.

Protrusione discale significato

La protrusione discale è un tipo di discopatia. Si può parlare di protrusione o sporgenza discale, quando all’interno della colonna vertebrale è presente una deformazione dello strato più esterno di uno dei dischi intervertebrali, che sono delimitati dallo spazio che c’è tra un disco e l’altro. Il disco intervertebrale risulta schiacciato e fuori posizione rispetto agli altri dischi intervertebrali che invece sono sani. Una delle cause principali della protrusione discale è dovuta all’invecchiamento del corpo umano.

Purtroppo con l’avanzare dell’età, i dischi intervertebrali subiscono un vero e proprio processo degenerativo, che li rende più deboli, meno elastici, predisposti ad una possibile deformazione e aumentando il rischio di una possibile rottura. I sintomi più diffusi della protrusione discale sono:

  1. Contraddistinti dal dolore in un tratto specifico della colonna vertebrale;
  2. Infiammazione, formicolio e intorpidimento lungo le gambe e i piedi;
  3. Aumenta la debolezza muscolare nelle zone colpite dal dolore e l’infiammazione;
Per avere una diagnosi corretta, è necessario svolgere un esame obiettivo, il miglior consiglio è quello di rivolgersi ad un medico che molto probabilmente ordinerà di fare una TAC o risonanza magnetica per verificare l’entità della protrusione discale subita e procedere con la dovuta terapia del caso.

Infatti, per i casi meno gravi, di solito si ricorre ad una terapia conservativa per cercare di risolvere il problema in modo da non far pesare la terapia protrusione discale sul paziente, però nel caso in cui non fosse sufficiente.

Soprattutto nei casi più gravi e in cui la terapia conservativa non ha avuto successo, è invece necessario un intervento chirurgico.

 Esercizi e sport utili per protusioni discali

La protrusione discale, come abbiamo detto, è una normale degenerazione prodotta dal nostro corpo, qualora non subentrino complicazioni. Ecco perché è bene prevenire piuttosto che curare, come in ogni situazione della vita.

  •  Evitare traumi quindi non sovraccaricare la schiena;
  • Rifuggire i raffreddamenti improvvisi;
  • Fare riscaldamento prima di effettuare attività fisica;
  • Non effettuare torsioni durante il sollevamento di pesi;
  • Idratarsi correttamente;
  • Non essere in sovrappeso quindi alimentarsi in modo corretto;
  • Effettuare esercizi di stretching favorendo l’allungamento della muscolatura ed i movimenti;
  • Evitare di mantenere posizioni scorrette prolungate come quella di tenere il capo piegato mentre si utilizza il proprio smartphone;
  • Assicurarsi di stare seduti in modo appropriato dinanzi al pc, alzando lo schermo sino ad ottenere una posizione ergonomica con il collo, quindi in modo che lo sguardo vada dritto verso il monitor;

Scegliere un cuscino adatto alle proprie esigenze e dormire in una posizione che non metta in tensione il collo;

 Evitare lo stress che causa tensione muscolare, magari praticando yoga o attività fisica per rilassarsi. 

Protusione Discale

Che cos’è una protrusione discale e le sue cause

La protrusione discale è una patologia riguardante la colonna vertebrale, ed è caratterizzata dalla deformazione dello strato esterno di un disco o più dischi intervertebrali, quindi il disco colpito da protrusione risulta essere schiacciato e fuori posizione rispetto agli altri. La protrusione discale, fa parte delle malattie del disco intervertebrale e può essere considerata a tutti gli effetti una discopatia, come se non bastasse, molto spesso una protrusione alla schiena è “un’anticipazione” dell’ernia del disco.

L’ernia del disco avviene quando avviene una fuoriuscita dal centro del disco, del materiale che si trova all’interno del disco intervertebrale. I dischi intervertebrali di un giovane, di un adulto o di una persona di mezza età sono costituiti dal 90% di liquido che è acqua. Essa permette ai dischi intervertebrali di essere elastici, di resistere alle deformazioni e di ammortizzare il peso sulla schiena.

Con il passare del tempo e il conseguente invecchiamento del nostro corpo, i dischi intervertebrali subiscono un processo di una progressiva degenerazione, che porta ad una perdita irreversibile di buona parte del liquido acquoso contenuto dentro i dischi. La perdita di acqua, da parte dei dischi intervertebrali, li rende più deboli, meno elastici, senza dimenticare che possono inclinarsi e rompersi più facilmente.

La protrusione discale è quindi dovuta alla conseguenza dell’invecchiamento del corpo umano che non fa altro che indebolire i dischi intervertebrali. Inoltre altre possibili cause che portano ad una protrusione discale, sono dovute all’obesità, al fumo, all’eccessiva sedentarietà, all’eccessiva attività fisica, una possibile dieta errata e una postura sbagliata, provocando così una protrusione discale mediana. Pure un trauma può portare ad una protrusione discale, ma soltanto in caso di un infortunio dovuto ad una caduta da una grande altezza o da un incidente stradale.

Protrusione discale ad ampio raggio con impronta sul sacco durale

Per capire bene a cosa ci riferiamo è necessario spiegare il sacco durale che si trova all’interno della spina dorsale ed importante prendere in esame il disco intervertebrale. Cos’è? E’ presto detto: una specie di “cuscinetto” che svolge la funzione di ammortizzatore tra le varie vertebre. Se tale  cuscinetto è in salute non abbiamo problemi, ma se tende a lesionarsi, ecco che avvertiamo piccoli e grandi fastidi. E’ preferibile non sottoporlo a sollecitazioni al fine di evitare complicazioni come ernie o protusioni. I cuscinetti sono, infatti, formati da una zona centrale di natura viscogelatinosa che è fatta per più dell’80% da acqua e dal restante di origine fibrosa.

Altrimenti detto, la protrusione discale o discopatia è un fenomeno normale che investe il nostro corpo. C’è da preoccuparsi maggiormente se i fastidi sono invalidanti, questo è chiaro. La degenerazione dei dischi è causata dagli stimoli continui a cui sottoponiamo gli stessi che tendono a ridurre il loro spessore. Ciò avviene di giorno mentre di notte si rigenerano grazie all’irrorazione mediante piccoli vasi sanguigni che contribuiscono ad eliminare le tossine e a recuperare le forze insieme alle sostanze nutritive. Siamo di fronte ad un processo continuo di disidratazione diurna ed idratazione o, per meglio dire, reidratazione notturna che ha luogo comunemente senza dare adito a problemi.

In caso di traumi o di discopatia degenerativa, la situazione cambia. Parliamo di carichi improvvisi o sistematici che modellano la zona fibrosa sottoponendola a deformazione. Ecco allora che il fenomeno non avviene più in maniera asintomatica ma dolorosa.

Protrusioni discali: a chi rivolgersi

La protrusione discale è un fenomeno che investe la maggior parte della popolazione, a prescindere dall’età. Ci si può rivolgere ad un osteopata per esempio ma prima di tutto è bene capirne l’entità e gravità del problema.

Di certo la deformazione dello strato di cartilagine esterno del disco non permette di stare in forma se tende a schiacciarsi e a sporgere da quella che è la sua posizione naturale. Va detto, inoltre, che ciò è diverso da quanto avviene con l’ernia dove il nucleo polposo fuoriesce a causa della rottura del rivestimento esterno del disco.  Dunque, quali sono le cure giuste per la protrusione discale? Fermo restando il parere di un medico esperto, possiamo dire che le terapie si suddividono in due fasi, quella acuta e quella più lieve.

Tra i sintomi che ricorrono in questi casi troviamo:

  • Rigidità muscolare diffusa;
  • Fastidio al collo;
  • Mal di testa;
  • Nausea;
  • Perdita dell’equilibrio parziale sino a vere e proprie vertigini;
  • Pressione sulle vertebre;
  • Dolori alle braccia;
  • Irrigidimento degli arti o formicolio;
  • Offuscamento della vista e tensione oculare.

In generale, durante la fase acuta, è possibile ricorrere a:

  • Cortisonici o miorilassanti, anche omeopatici come l’artiglio del diavolo;
  • Esercizi posturali;
  • Terapia con laser.

In seguito, nella fase meno dolorosa, si può procedere con:

  • Osteopatia;
  • Tecarterapia;
  • Esercizi posturali più intensi.

Protrusione discale ad ampio raggio

Prima abbiamo trattato dei sintomi della protrusione discale ad ampio raggio, ma quali sono le cause che conducono a questa patologia?

Sia per quanto riguarda la cervicobrachialgia che per quanto concerne la lombosciatalgia o sciatica, abbiamo 4 tipologie di cause scatenanti:

  • Causa infiammatoria: si verifica quando determinate sostanze infiammano il disco vertebrale;
  • Causa traumatica: si ha a seguito di un trauma improvviso oppure di uno sforzo troppo grande per il nostro fisico;
  • Causa infettiva: quando sono presenti infezioni da batteri come lo streptococco;
  • Causa degenerativa: nel caso in cui si abbia a che fare con malattie ereditarie genetiche o vascolari.

Si potrebbe pensare che questo discorso valga perlopiù per gli anziani, ma non è così. Anche le persone in sovrappeso o che conducono vita sedentaria sono soggette a questo rischio. In questa ottica è fondamentale la prevenzione che aiuta ad evitare di commettere anche piccoli errori quotidiani che, a lungo termine, possono dare seguito a patologie più gravi.

Protusione discale l4 l5 e s5 s1

La protrusione discale l4 l5 e s5 s1 hanno luogo quando i cuscinetti si usurano troppo, per così dire, e tale fenomeno va contrastato per evitare disturbi più importanti nel corso del tempo.

Va detto, in ogni caso, che anche la “semplice” discopatia sintomatica può dare problemi nello svolgimento delle banali azioni quotidiane come salire e scendere o stirare. Ecco allora che si presentano forti dolori alla schiena, traumi improvvisi che possono condurre al cosiddetto “colpo della strega” può essere anche associato ad una lombosciatalgia ma anche fenomeni di desensibilizzazione, mancanza di forza e diminuzione dei riflessi. Se ad essere coinvolti sono anche i nervi spinali, si può andare incontro a fasi di debolezza o formicolii degli arti inferiori e superiori sino ad arrivare all’insensibilità.

Ciò avviene perlopiù per le aree che riguardano l’ultimo tratto della colonna cervicale (C4- C7 vale a dire tra la quarta e la settima vertebra cervicale) e la zona lombare (L3- S1 ossia tra la terza vertebra lombare e la prima sacrale). Noteremo che ci riferiamo ai punti più sottoposti alle pressioni quotidiane durante i nostri movimenti anche la meno frequente ma possibile protrusione discale l3 l4, quelli comunemente legati alle terminologie di “cervicalgia” e “lombalgia” a seconda che il dolore si irradi agli arti superiori o inferiori.

In base al livello di gravità, inoltre, possiamo distinguere 4 tipologie di protrusione discale. Dalla meno fastidiosa alla più intensa troviamo rispettivamente le seguenti:

  1. lieve;
  2. moderata;
  3. grave;
  4. severa.

 

Tipi di protrusione discali che possono colpire il corpo umano

La protrusioni discali multiple possono avere luogo nella cervicale, nel tratto toracico o lombare della colonna vertebrale. La protrusione discale che ha colpito un disco intervertebrale nel tratto cervicale, allora verrà chiamato “protrusione discale cervicale”. Invece la protrusione discale che interessa un disco intervertebrale nella zona toracica è chiamata “protrusione discale toracica”. La protrusione discale a livello di un disco intervertebrale della zona lombare viene chiamato con il nome di “protrusione discale lombare” o “protrusione discale posteriore”.

Di solito le protrusioni discali più frequenti sono di tipo cervicale o lombare. Una protrusione discale posteriore spesso colpisce i dischi vertebrali che si trovano nel tratto lombare e che vengono chiamati l4 e l5. La protrusione discale lombare si ha come caratteristica la compressione dei nervi spinali del tratto lombare. Il dolore si ha alla zona lombare della schiena e viene chiamata comunemente “lombalgia”, con conseguente dolore ai fianchi, alle gambe, intorpidimento degli arti inferiori, formicolio e debolezza muscolare con dolore che può estendersi fino ai piedi. Puoi trovare gli esercizi che consiglio per chi ha questa patologia, cliccando qui.

Terapie per curare le protrusioni discali

Le terapie per curare le protrusioni discali possono differenziarsi in due modi a seconda delle esigenze del paziente. Nei casi più lievi, i trattamenti che consigliano i medici sono quelli di ricorrere alla fisioterapia, ovvero questo trattamento consiste in esercizi di rinforzo muscolare della schiena, esercizi di allungamento dei muscoli posteriori, aumento della flessibilità della colonna vertebrale ecc. Oppure si può ricorrere a delle cure farmacologiche.

Di solito le medicine più usate durante una protrusione discale l4 l5 per esempio, sono antidolorifici, antinfiammatori e altre medicine a base di cortisone. Per avere dei buoni risultati con il trattamento conservativo, il paziente dovrà seguire con cura questo trattamento, iniziando a sentirsi meglio dopo 1 mese dall’inizio del trattamento. Se tutto questo non funziona, non rimane che ricorrere ad un intervento chirurgico che prevede la rimozione del disco intervertebrale che è fuoriuscito o che è danneggiato. Esso viene sostituito con una sorta di protesi.